Parco
nazionale della Majella
Il parco Nazionale della Majella si estende per 80.000 ettari a cavallo
di 3 province: Chieti per una gran parte, Pescara e l'Aquila. L'Itinerario
è semplice e si sviluppa in una oasi del WWF localizzata nei comuni
di Lama dei Peligni e di Civitella Messer Raimondo; comprende un'area
faunistica del camoscio d'Abruzzo, dove si possono osservare questi rari
animali in semi libertà. Un sentiero natura offre cartelli esplicativi,
adatto a scolaresche e a famiglie. A Lama dei Peligni è aperto
un museo naturalistico archeologico (anche ostello); accanto al museo
si trova Giardino Botanico della Majella, che vanta circa 200 specie
di piante dell'Appennino abruzzese. Il percorso consigliato gode di particolari
strutture e servizi a cura del WWF, che favoriscono la visita e le attività
di educazione ambientale. Dal parcheggio dell'area pic-nic di Lama dei
Peligni si seguono i segnali giallo - verdi, lungo una mulattiera tra
rocce e brecciai dove in primavera fioriscono garofanini e fiordalisi
della Majella. Si attraversa un prato rigoglioso e dopo circa 2 ore si
giunge al Rifugio e fontanile di Tari, a 1.540 metri dotato di pannelli
fotovoltaici e di acqua potabile. Dal rifugio ci si affaccia sul vallone
di Taranta Peligna, in cui nidificano Gracchi corallini,
Falchi pellegrini e picchi muraioli. Anche i Camosci d'Abruzzo liberati
nell'oasi frequentano queste zone, soprattutto nei mesi meno caldi. Per
il ritorno si sale oltre il rifugio a 1.610 metri, si prosegue su un ripido
sentiero che passa per la Grotta del Cavallone e porta nella valle di
Taranta Peligna fino alla strada statale 84 sottostante.
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