PIAZZA
DI SPAGNA
La
forma irregolare della Piazza di Spagna di Roma si allarga davanti alla
collina del Pincio, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti
e come ideale punto di partenza della celebre e mondana Via Condotti.
La forma attuale dell'intera area comincia a delinearsi intorno ai primi
del '500 quando viene varata, su progetto di Carlo Maderno, la costruzione
della chiesa francescana di Trinità dei Monti, consacrata poi da
Sisto V nel 1587 d.C.
Finché non ci furono i fondi necessari per realizzare la scalinata,
garantiti da un lascito testamentario del 1660 del diplomatico francese
Stefano Gueffier, e non furono risolte le diatribe sulla proprietà
del terreno, il collegamento fra il vertice della collina e Piazza di
Spagna era costituito da una coppia di sentieri che scendevano fra gli
alberi.
La scalinata di Trinità dei Monti nasce soltanto fra il 1723 ed
il 1726 d.C. per mano di Francesco De Sanctis, come una serie di rampe
e terrazzi, mai vincolati ad una qualche forma di simmetria spaziale ed
in un perenne movimento scenografico grazie all'uso di percorsi rettilinei,
curvi e poliganali.
La piazza dove sorge il collegio dei gesuiti della "Propaganda Fide"
nel 1662 d.C., ultima opera del Borromini, e la colonna ottocentesca dell'Immacolata,
prende il nome di "Piazza di Spagna" nel XVII secolo, quando
l'intera area viene considerata territorio facente parte dell'ambasciata
di Spagna.
Ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, Pietro Bernini,
padre del più famoso Gianlorenzo, per effetto della scarsa pressione
dell'acquedotto nella zona, sceglie di realizzare una fontana senza zampilli
che fa sgorgare acqua dalle forme di una barca affondata; scolpisce così
quella che è ritenuta, a ragione, una delle più particolari
fontane di tutta Roma: la "Fontana della Barcaccia".
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