Valle
del Sagittario
La
Valle del Sagittario conserva in pieno i segni di eventi millenari, di
uomini che nei secoli hanno lasciato inequivocabili tracce della propria
presenza. Sono i reperti e le strutture risalenti al IV sec. a.C.
ad essere più evidenti. In quel tempo, infatti, le popolazioni
italiche ovvero i Peligni - entrarono in contatto con la potenza romana.
E le necropoli documentano indirettamente l'assetto sparso dei villaggi,
posti a diretto contatto con i campi coltivati.
Iniziamo il nostro itinerario dai 930 metri di altitudine di
-
VILLALAGO
Siamo
a ridosso del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. La nascita di
Villalago risale all'XI Secolo ad opera di coloni richiamati dal fascino
del monastero di San Pietro in °Lago, eretto da San Domenico Abate,
oggi protettore di Villalago. La peculiarità di Villalago è
dato anche dal suo essere arroccato sulla sommità di un monte,
circondato da un paesaggio naturale ricco di molti corsi d'acqua con piccole
cascate e da cinque laghi tra i quali il più importante è
quello di scanno.
Da visitare il centro storico disposto ad anfiteatro sul monte Argoneta
in una suggestiva sequenza di gradinate, vicoli, e piazzette. Salendo
su per le scalinate, s'accede al cuore del paese, con vicoli, scalinatelle
e archi; le case dal sapore antico emanano atmosfere incantate. Il soggiorno
a Villalago viene reso ancora più gradevole dalle diverse manifestazioni
culturali e patronali, tra cui segnaliamo la Festa di San Domenico intorno
al quale sono sorte diverse leggende e particolari tradizioni.
Pochi chilometri ed eccoci a
- SCANNO
erla
della provincia de L'Aquila, la cittadina si affaccia sulla valle del
Sagittario, le cui famose gole che precipitano verso Anversa sono state
decantate dai maggiori poeti italiani. A dominare la zona c'è il
gruppo montuoso formato dalla montagna Grande e dal monte Godi, rilievi
che si aprono sulla val di Corte fino a giungere al Parco Nazionale d'Abruzzo,
Lazio e Molise. Il paese è, forse, la parte di Abruzzo più
conosciuta al mondo. Grandi fotografi, come Henry Cartier Bresson, hanno
trovato qui spunti per la realizzazione di veri e propri capolavori d'arte!
La presenza del lago, che si trova a 922 metri di altitudine, rende questo
posto ancora più caratteristico. Le acque di colore verde azzurrino
intenso si scoprono fra i monti del Parco d'Abruzzo disegnando un cuore
lungo 1720 netri e largo 700. Le origini del lago sono legate alla ostruzione
del fiume Tasso, a seguito di una frana staccatasi dal monte Genzana;
il bacino è però alimentato dall'omonimo fiume. La primavera
o l'estate sono le stagioni migliori per godersi il lago. Vi sono
numerose spiaggette attrezzate, dove si possono fare bagni, noleggiare
pedalò, praticare il windsurf o la canoa. Per gli amanti della
pesca è un piccolo paradiso terrestre: qui si trovano trote, rovelle,
scardole, carpe, pesci gatto e soprattutto i pregiatissimi laverelli e
coregoni.
Scanno, grazie alla sua posizione, è da sempre una rinomata meta
turistica; gode infatti di una invidiabile tradizione alberghiera che
risale ai primi del Novecento, ma che si è arricchita di ottime
attrezzature ricreative e sportive: piscine e campi da tennis pre il turismo
estivo e impianti di risalita per quello invernale. La vocazione al turismo
non ha però prodotto l'abbandono delle tradizioni e del folklore
della zona, ben vive e palpabili in particolare nel centro storico; vi
sono, infatti, conservate strutture antiche di notevole pregio e rilevanza
architettonica.
Non si può abbandonare Scanno senza visitare il "Museo della
Lana", la testimonianza più eloquente della tradizione che
ne fa un paese e un territorio molto legato alla tradizione artigianale
di qualità e di valore.
Riprendiamo la marcia. Da Villetta Barrea, in cui ci concediamo il tempo
di visitare la chiesa di Santa Maria Assunta ricostruita nel 1927, che
conserva dell'antica il portale d'ingresso settecentesco, alcuni quadri
e parte del coro ligneo.
Entriamo così nel Parco Nazionale D'Abruzzo, Lazio e Molise. Superato
l'abitato di Opi, concludiamo l'itinerario a
-PESCASSEROLI paese
che affronta le proprie radici nella leggenda, quando i Peligni si insediarono
sul colle poi chiamato "Castel Mancino", uno dei "centri
fortificati" di epoca preromana. Il nome Pescasseroli sembra derivare
da "Pescum Seroli" e sarebbe ad indicare "roccia sporgente
a picco adatta per la costruzione". Siamo nel Parco Nazionale D'Abruzzo,
quindi.
E' questo il regno dell'orso bruno marsicano, con un centinaio circa di
esemplari. A tenerci compagnia c'è il camoscio d'Abruzzo, insieme
al cervo e al capriolo. Sporadicamente compare anche il lupo appenninico,
il gatto appenninico, quello selvatico, la lince, la lontra, la talpa,
il riccio, e la donnola. Sono gli uccelli, però, a costituire la
vera e più frequente attrazione, con la bellezza di 230 specie
circa.
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